La Henschel di Kassel è sempre stata molto attiva sui mercati internazionali fornendo le sue locomotive a svariate compagnie di mezzo mondo.
Seguendo l'esempio della Krauss-Maffei, che propose sul mercato americano una diesel piuttosto interessante, anche Henschel si impegnò notevolmente per dare alle compagnie USA un mezzo con cui divertirsi.
Erano gli anni delle SD40, in cui il concetto modulare si stava imponendo. Ecco apparire perciò treni trainati da 4, 5 o anche 6 locomotive, con gruppi di helpers in mezzo ed in coda. Con un notevole dispendio di personale.
Henschel scelse un approccio originale: lanciò una serie di locomotive modulari, costruite sulla base della sua V320 (Co'Co'), derivata dalla omnipresente V160 (Br 214-218).
Si partiva da una base di 3200 cv e si moltiplicava il tutto a seconda delle esigenze, formando una unica unità controllabile da una sola coppia di macchinisti.
Da questo concetto nacque la Br 235 001, una macchina micidiale.
Era composta da 4 corpi macchina e scaricava i suoi 13.000 cv di potenza attraverso 2 carrelli a tre assi alle estremità e tre carrelli a 4 assi che sostenevano i semicorpi centrali.
La macchina venne offerta alle principali compagnie americane che la testarono bervemente, ma pur valutandone positivamente le prestazioni, ne temevano la manutenzione. 8 motori da tenere in ordine erano un po' eccessivi per l'approssimativa manutenzione che dei depositi secondari americani.
La locomotiva venne perciò successivamente ceduta alla Nationale de Mexico, la compagnia di stato Messicana che tentava così di risolvere i problemi di trazione sulla linea che da Chiuhaua si snoda verso Città del Messico. Finalmente era possibile trasferire tutto il materiale necessario senza dover spaccare i treni in infiniti "extra", convogli composti con parti del convoglio principale.
Il problema messicano, quello che ha sempre impedito lo sviluppo di una seria industria nazionale, era però in agguato: la siesta.
Qualsiasi attività alle 14.00 si fermava e poteva riprendere solo dopo le 17.00... La NdM modificò anche la cabina della 235 in modo da poter disporre di due confortevoli amache, alcuni frigobar ed un servizio centrale automatico e controllato elettronicamente di sveglia automatica e controllo laser della palpebra, ma i risultati erano scarsi. I treni anche di 10.000 tonellate alle 14.00 in punto si loccavano e non era poi possibile farli proseguire prima di tre ore.
Inoltre la nostra 235 con il passo dei suoi carrelli a 4 assi (Do') non era molto gentile con l'approssimativo ferro utilizzato sulle Sierra. Era diventato necessario far seguire i treni da apposite draisini che si preoccupavano di rifissare il binario, praticamente "divelto" dal passaggio del mostro.
La proverbiale pazienza messicana risolse il problema. Dopo alcuni anni di onorato e poco riconosciuto servizio, la 235, ribattezzata El Major", pesantemente grafitata, venne messa in disarmo e dopo pochi mesi trasformata in 14 camion assemblati con i pezzi più disparati, con le sponde in legno colorati in clori sgargianti, alcuni dei quali ancora girano nella zona trasportando tequila e señoritas...