Quando finì la produzione della Big Boy ci si rese conto che era stato sbagliato per eccesso il numero di parti costruite per assemblarle.
Insomma, un mucchio di roba avanzata...
Un vicecontabile dell'ufficio gestioni prodotti di consumo, abituato a risparmiare su tutto, a partire dalla carta igienica, si mise al tavolo da disegno e senza tecnigrafo o penne a china, con la solita matita che teneva dietro all'orecchio, mise in piedi il progetto della "Più piccola grande locomotiva del mondo".
In effetti aveva il peso medio per asse della più grande sorella e questo le permetteva di trainare carichi che altre Mountain si sognavano.
Ne vennero costruiti circa 270 esemplari e Shamel Fischer da vicecontabile venne promosso a vicecapocontabile con un aumento di stipendio di 73 centesi l'ora con cui sfracellò a tal punto i marroni ai colleghi che venne licenziato per mobbing.
Successivamente continuò ad occuparsi di contabilità e riduzione dei costi. pare abbia in tarda età partecipato alla progettazione a budget ridotto della stazione spaziale Russa Mir, con gli esiti che tutti conosciamo...
Le Tiny Boy (come il solito buontempone addetto alla manutenzione si impose di grafittare con penna laser sulla caldaia del prototipo) restarono in servizio fino al 1957 quando vennero radiate e trasferite alla S. Fischer & Co. Ironworks, Loans and Scraps di Brooklyn New York per la demolizione.
Ancora oggi chi passa davanti alla vecchia sede dell'azienda (l'azienda, con un nome diverso, ma la stessa mission, ha sede oggi a Redmond, Wa) può notare un cartello "We demolished the Tiny..." che ha dato adito a notevoli errori di interpretazione.