SNCF 240 93 Velox
 
Paese
Francia
 
Anno
1938
 
Tipo
2'D Turbina a vapore
4-8-0
 
 
 
 

Durante gli anni '30 una frenesia di innovazione e una miriade di nuove idee si sviluppava attorno la mondo ferroviario che iniziava ad essere messo in discussione dal trasporto individuale e collettivo su strada.
Le ferrovie iniziavano ad assumere un ruolo diverso e stavano perdendo il monopolio del trasporto delle persone e delle merci.
Evidente perciò il tentativo di ridare fiato a quello che era stato per un secolo il sistema portante delle economie.
In quasi tutti i paesi con un'industria ferroviaria avvanzata nacquero progetti per dare maggiore efficienza al sistema di trazione finora monopolistico, il vapore, per aumentarne la competitività rispetto alle nuove tecnologie che si andavano sviluppando. Ecco allora nascere, accanto alle elettrificazioni, all'inserimento dei mezzi a trazione diesel, nuovi progetti tesi a strappare alla ormai matura tecnologia del vapore ancora qualche percentuale di efficienza.
L'impiego delle turbine a vapore, che da qualche tempo stavano soppiantando l'uso dei motori ad espansione in campo navale, furono uno dei campi preferiti di questa sperimentazione.
Anche in Francia, come inGermania, Svezia, Italia, Stati Uniti, Inghilterra etc., questa strada trovò estimatori e tecnici disposti ad investire risorse ed ingegno in tentativi i cui risultati probabilmente restano tra le pagine eroiche del tentativo di risolvere con la fantasia problemi che le ferree leggi del mercato avevano ormai posto con forza.
Ne è l'esempio questa bellissima e innovativa 2-D-0 (o 4-8-0 che dir si voglia) nella quale sono concentrate le caratteristiche di innovazione tecnica ed estetica che hanno dato alla Francia un posto molto particolare nel panorame ferroviario mondiale.
Una turbina a vapore trasmetteva il moto ad un carro piuttosto classico in cui quattro ruote motrici tentavano di trasferire in maniera efficiente lo sforzo di trazione sulle rotaie.
Come per qausi tutti questi tentativi i risultati furono piuttosto deludenti. Le macchine funzionavano, ma soffrivano della scarsa flessibilità del sistema, adatto per sforzi prolungati con scarse variazioni, ma poco adatto alla discontinuità tipica del movimento ferroviario.
Anche questa bellissima macchina venne perciò accantonata poco dopo la fase di test, anche perchè in quel momento la Francia si trovò ad affrontare un notevole aumento del traffico pesante da Est verso Ovest causato dalla non proprio simpatica tendenza di alcuni reparti dell'esercito della vicina Germania di voler a tutti i costi trascorrere le vacanze di ntale sulle rive della Senna.
Non siamo in grado di sapere quando esattamente la 240 93 Velox venne radiata, sappiamo però che il suo macchinista, tale Jean Lamaison tentò di sottrarre questo capolavoro all'occupazione tedesca nascondendola nel garage di casa. Durante la guerra partigiana, a cui Lamaison partecipò attivamente, la macchina venne smaltellata per produrre quei piedi di porco in acciaio speciale che tanti danni produssero al traffico bellico dell'occupante.
Alla fine della guerra a Lamaison venne data una medaglia d'oro al valor militare con un cospiquo assegno che però servì solamente a rimborsare la perdita da parte delle SNCF di questa macchina.
Mi spiace di non poter dare dati più tecnicamente attendibili, ma l'unica volta in cui mi riuscì di incontrare Lamaison, ormai un'arzillo vecchietto, non era granchè in forma e tendeva a eccedere nell'assunzione di bojuolaise ed a ripetere ossessivamente la famosa risposta di chambronniana memoria...